Piccola famigliola cresce
Eccomi qui, zia per la seconda volta!!!
I miei amori sono arrivati giusto per festeggiare il mio compleanno!!!
Tanti e dolci momenti di ammmmore, anche se stanotte a forza di piangere mi hanno svegliato i maledetti!!!
Ricordi in musica
Ecco a cosa serve il Tromborama! A ritirare fuori canzoni che era una vita che non ascoltavo!!!
Narcotic
So you face it with a smile
There is no need to cry
For a trifle’s more than this
Will you still recall my name
And the month it all began
Will you release me with a kiss
Have I tried to draw the veil
If I have – how could I fail?
Did I fear the consequence
… dazed by carelss words
Cosy in my mind
Chorus: I don’t mind
I think so
I will let you go
Now you shaped that liquid wax
Fit it out with crater cracks
Sweet devotion- my delight
Oh, you’re such a pretty one
And the naked thrills of flesh and skin
Would tease me through the night
“Now i hate to leave you bare
If you need me I’ll be there
Don’t you ever let me down”
..dazed by careless words
Cosy in my mind
Chorus
And I touched your face
Narcotic mind from lazed Mary-Jane
And I called your name
Like an addicted to cocaine calls for the stuff he’d rather blame
And I touched your face
Narcotic mind from lazed Mary-Jane
And I called your name
My cocain
Chorus
Sweet Disposition
The Temper Tramp – Sweet Disposition
Sweet disposition
never too soon
oh reckless abandon
like no one’s watching you
a moment, a love
a dream, aloud
a kiss, a cry
our rights, our wrongs
a moment, a love
a dream, aloud
a moment, a love
a dream, aloud
so stay there
cause i’ll be coming over
and while our blood’s still young
it’s so young, it runs
and won’t stop til it’s over
won’t stop to surrender
songs of desperation
I played them for you
a moment, a love
a dream, aloud
a kiss, a cry
our rights, our wrongs
a moment, a love
a dream, aloud
a moment, a love
a dream, aloud
so stay there
cause i’ll be coming over
and while our blood’s still young
it’s so young, it runs
and won’t stop til it’s over
won’t stop to surrender
a moment, a love
a dream, aloud
a kiss, a cry
our rights, our wrongs (won’t stop til it’s over)
a moment, a love
a dream, aloud
a kiss, a cry
our rights, our wrongs(won’t stop til it’s over)
a moment, a love
a dream, aloud
a kiss, a cry
our rights, our wrongs (won’t stop til it’s over)
a dream, aloud
a dream, aloud
a moment, a love
a moment, a love (won’t stop to surrender)
Francia vs Brasile: l’arbitro manda tutti a casa
Dopo il primo tempo di una partita interessante (http://incostanteritardo.bloog.it/francia-vs-brasile-0-1.html) ecco che le cose si rovinano, le squadre si innervosiscono e dopo che aver espulso il capitano del Brasile, l’arbitro manda tutti a casa.
Il capitano del Brasile sembrava promettente, sembrava carino, simpatico, gentile. La squadra era anche in vantaggio al primo tempo, ma in realtà già dopo pochi minuti ecco i primi segni di cedimento: il ragazzo ha solo 22 anni, e questo conferma le mie solite tendenze (http://incostanteritardo.bloog.it/la-collezione-o-maledizione-dei-numeri-piccoli.html). Ventidue anni non sono abbastanza per guidare una squadra. In più ecco il brasileiro cominciare a comportarsi slealmente in campo. Risponde male, fa agitare l’arbitro, si rende persino antipatico. Dopo una serie di fallacci, l’arbitro è addirittura costretto a buttarlo fuori.
Nel frattempo la Francia è praticamente inesistente sul campo. Il capitano non si fa vedere per almeno metà del primo tempo. L’arbitro si è quasi dimenticato la sua faccia, fino a quando, dopo l’espulsione del capitano del Brasile, eccolo riapparire. Ma non lo fa con stile. E’ mediocre. Niente di più. Se ne sta per i fatti suoi e non influisce nelle sorti della gara.
A metà del secondo tempo l’arbitro si è quasi dimenticato che c’è una partita in corso e comincia già a pensare ai fatti suoi. Questo la dice lunga sulle prestazioni in campo. Alla fine manda tutti negli spogliatoi. La partita si conclude con la vittoria del Brasile, ma solo per quel gol iniziale, e si può quasi dire che ruba la partita.
Negli spogliatoi poi il capitano del Brasile cerca di recuperare la situazione scambiando un sorriso con l’arbitro.
La gara di andata è finita, ora non ci resta che aspettare quella di ritorno.
Le ultime parole famose
19 Marzo 2012
Non ci credo nemmeno io ancora, ma, dopo una decina di anni senza correre, ho messo alla prova il mio corpo (con pessimi risultati diciamocelo)!
Ho resistito ben 7.34 correndo come una lumaca, però correndo eh! Si vede che sto prendendo proprio seriamente questo fatto di rimettermi in forma!
21 Aprile 2012
I miei buoni propositi sono già andati persi chissà dove. Dopo aver continuato ad allenarmi per circa una settimana, ecco l’arrivo della pigrizia, con i viaggi per due weekend, con la partenza per le vacanze di Pasqua, e ora mi ritrovo più cicciona di un mese fa!
Maledetta pigrizia, riuscirò a batterti prima o poi!
Roma è la più bella città del mondo, così dicono…
Giusto perchè i miei sfoghi su Roma non sono finiti, devo scrivere del piccolo giro turistico che mi sono fatta stamattina (o ormai devo dire ieri mattina) per andare all’università!
Allora per essere chiari, a detta di Google maps ci vogliono 33 minuti per percorrere i 28 chilometri che separano casa mia dalla sede in cui sto facendo lezione ultimamente. Peccato che ieri allo sciopero dei mezzi già proclamato ci si è aggiunto anche un incidente, credo, visto che il traffico era una cosa mai vista. Infatti dopo 30 minuti in macchina avevo fatto quello che di solito faccio in 5 minuti. Ero lì lì per tornarmene a casa. Per sole due ore di lezione non ne valeva quasi la pena, ma io sono testarda e ho deciso che era il giorno adatto per andare verso nuovi orizzonti e tentare nuove strade.
Cosi quelli che erano 28 chilometri sono diventati 34 chilometri che da google maps vengono fatti corrispondere a 62 minuti di strada visto che non sono strade a scorrimento veloce. E così alla fine sommando il tutto c’ho messo un’ora e 25 minuti. Direi il tempo giusto per iniziare la giornata con un sorriso.
Si, io amo Roma
Senza un attimo di sosta
Dopo ben quindici giorni di vacanze di Pasqua, sono tornata a Roma più stanca di come ero partita se possibile. Sarebbe quindi stato bello riposare tornata a casa, e invece il giorno dopo mi attendeva una giornata memorabile. No in realtà già so che nel giro di una settimana me la sarò più che dimenticata, così colgo quest’occasione per aggiornare nuovamente il blog dopo un secolo!!!
Giovedì, 19 Aprile 2012
Mi sveglio alle 7 per farmi la doccia e prepararmi, esco di casa ovviamente in ritardo, ovvero alle 8,25, arrivando così all’università ovviamente in ritardo (mezz’ora per la precisione). Alle 11 finisco lezione e decido di andare in un’altra sede dell’università lì vicino per studiare con due colleghi, ed ecco così che comincia il mio via-vai. Riprendo quindi la macchina e cambio sede. Studio lì fino alle 13. Poi riprendo la macchina e vado a comprarmi un pezzo di pizza e torno alla sede della mattina. Pranzo mentre mi faccio i miei compitini di francese che concludo per le 14,45. A quel punto sono più che morta dal sonno (e anche dal mal di testa): vorrei crollare lì sul banco e invece mi faccio coraggio e addirittura anticipo la lezione di due ore. Così alle 15 comincio lezione e la finisco alle 17. A quel punto, perchè non passare giusto un attimo daicarabinieri? Ma si, colgo l’occasione e vado. Questa volta a piedi visto che non dista più di 10 minuti. Arrivo lì, faccio quel che devo fare, con scarsi risultati (minuti e minuti buttati al vento, ma dell’argomento carabinieri è meglio non parlarne dopo la faccenda del portafoglio smarrito). Sapendo che sarei dovuta andare a lavoro di una mia amica per le 18,30 e avendo così un buco, decido di chiamare una mia amica che sta lì nelle vicinanze, che mi dice che sta in un’altra sede dell’università. Allora che faccio? Torno a prendere la macchina e vado in quest’altra sede. Sto una quarantina di minuti con lei e poi ci salutiamo. Riprendo la macchina e raggiungo il lavoro della mia amica per le 19.20. Sto lì 20 minuti, quando decido di chiamare mio padre per dirgli che non torno a cena. Lui giustamente mi ricorda di un appuntamento che avevo per le 19.Spaventosamente in ritardo riprendo la macchina e ritorno praticamente in un posto attaccato ai carabinieri dove ero stata. Parto alle 19,40 e per fare 4 chilometri ci metto mezz’ora. Ma vabbè. Faccio quel che devo fare e ritorno al lavoro della mia amica, dove la prendo e andiamo a casa sua. La strada consigliata da Google maps parla di 7,4 km in 15 minuti. Quella che decidiamo noi parla di 6,6 km in 21 minuti. Finalmente a casa sua, ceniamo, poi due chiacchiere e poi di nuovo a casa, con giusto quei 28 km.
Tempo perso negli spostamenti:
Casa mia – Parcheggio Uni (1° sede) in macchina —–> Tempo: 60 minuti
Parcheggio Uni (1° sede) – Uni (1° sede) a piedi —–> Tempo: 5 minuti
—- Lezione
Uni (1° sede) – Parcheggio Uni (1° sede) a piedi —–> Tempo: 5 minuti
Parcheggio Uni (1° sede) – Parcheggio Uni (2° sede) in macchina —–> Tempo: 5 minuti
Parcheggio Uni (2° sede) - Uni (2° sede) a piedi —–> Tempo: 5 minuti
—- Gruppo studio
Uni (2° sede) – Parcheggio Uni (2° sede) a piedi —–> Tempo: 5 minuti
Parcheggio Uni (2° sede) – Pizzeria in macchina —–> Tempo: 5 minuti
Pizzeria – Parcheggio Uni (1° sede) in macchina —–> Tempo: 5 minuti
Parcheggio Uni (1° sede) – Uni (1° sede) a piedi —–> Tempo: 5 minuti
—- Lezione
Uni (1° sede) – Carabinieri a piedi —–> Tempo: 15 minuti
—- Carabinieri
Carabinieri – Parcheggio Uni (1° sede) a piedi —–> Tempo: 10 minuti
Parcheggio Uni (1° sede) – Parcheggio Uni (3° sede) in macchina —–> Tempo: 5 minuti
Parcheggio Uni (3° sede) – Uni (3° sede) a piedi —–> Tempo: 2 minuti
—- Vedere amica n°1
Uni (3° sede) – Parcheggio Uni (3° sede) a piedi —–> Tempo: 2 minuti
Parcheggio Uni (3° sede) - Lavoro amica in macchina —–> Tempo: 25 minuti
—- Vedere amica n°2
Lavoro amica – Appuntamento in macchina —–> Tempo: 30 minuti
—- Appuntamento
Appuntamento – Lavoro amica in macchina —–> Tempo: 25 minuti
—- Vedere amica n°2
Lavoro amica – Casa amica in macchina —–> Tempo: 25 minuti
—- Cena
Casa amica – Casa mia in macchina —–> Tempo: 30 minuti
Tempo totale perso negli spostamenti in macchina: 215 minuti, poco più di 3 ore e mezza
Tempo totale perso negli spostamenti a piedi: 54 minuti, quasi un’ora
Sommando i due siamo alla normalissima cifra di ore e mezza… Si parliamone, quattro ore e mezza… e poi mi chiedo perchè sono stanca!!!
Shopping, non è una malattia per giovani
Sempre più spesso mi chiedo perchè ancora mi infuri come una bestia di fronte alla stupidità umana. Che poi non è nemmeno stupidità, è… non so… egocentrismo, egoismo, consumismo, passatempo dispendioso, sfizio dispendioso, shopping convulsivo, capriccio della vecchiaia, mani bucate, disinteresse verso gli altri componenti della famiglia, incapacità di comprendere le altre persone, non so come definirlo, ma quel che so è che mi fa incazzare di brutto.
Cerco su internet il termine esatto che ha scatenato la mia furia di oggi, aggiungendo del sale su una ferita già aperta.
Lo shopping compulsivo o sindrome da shopping rappresenta un disagio psicologico e comportamentale caratterizzato da una tendenza a manifestare vere e proprie crisi di acquisto, una forma di mania delle spese che, nei primi anni in cui è stata descritta, ha fatto guadagnare a questo disturbo anche il termine di oniomania o mania del comprare.
Istintivamente verrebbe da pensare che, in una famiglia di 4 persone – madre, padre, un figlio e una figlia – quella più incline a codesta malattia possa essere la giovine ragazza, ovvero io. Ma non è così.
La seconda persona probabilmente sarebbe la madre, in quanto donna dovrebbe essere attirata dai negozi e dallo shopping. Ma non è così.
La terza persona, sebbene con qualche riluttanza, potrebbe essere il figlio. Si, potrebbe sembrare strano, ma ha pur sempre 27 anni e quell’interesse ad apparire bello e figo, come ogni suo coetaneo. Ma non è così.
L’ultima scelta, quella che nessuno farebbe è il padre. Si, il padre di famiglia. Quello che fa i conti e poi si lamenta con i figli perchè lasciano la tv o la luce accesa. Si esattamente QUEL padre di famiglia, nessuno lo additerebbe come malato di shopping. Ma non è così. Per mia sfortuna, mio padre non è QUEL padre. O meglio, in parte lo è, perchè rompe quando lasciamo la luce accesa ma in compenso non si tira indietro di fronte a nessuna spesa.
Prima un’enciclopedia di cucina, poi uno scooter, poi un hard disk esterno da 1 teta, poi il nuovo impianto a gas del camper, poi una reflex D3100 con obiettivo 18-105, poi un netbook, poi una chiavetta per connettersi, poi un hard disk esterno portatile. Ora è il turno della macchina.
Ad uno sconosciuto potrebbero sembrare normali acquisti se non fosse che:
- non aveva bisogno di un’enciclopedia di cucina perchè già c’erano dei libri di cucina a casa;
- non aveva bisogno dello scooter perchè aveva già la macchina;
- non aveva bisogno di un hard disk esterno da 1 teta perchè tutti i suoi file del pc occupavano al massimo 2 giga;
- non aveva bisogno del nuovo impianto a gas del camper visto che poi è partito per soli 4 giorni;
- non aveva bisogno di una reflex D3100 con obiettivo 18-105 perchè 3 mesi prima me ne aveva comprata una a me, identica, ma con obiettivo peggiore;
- non aveva bisogno di un netbook perchè appena 6 mesi prima si era comprato un notebook;
- non aveva bisogno di una connessione con la chiavetta perchè è in pensione e il pc lo usa solo a casa, dove ovviamente c’è la wifi;
- non aveva bisogno di un hard disk esterno portatile per lo stesso motivo per cui non aveva bisogno di quello che già aveva comprato;
- e ora non ha bisogno di una macchina perchè ne ha già una che funziona perfettamente.
Ora prese separatamente potrebbero anche sembrare acquisti giusti. Cioè, potresti avere un padre con la passione per la cucina, e allora l’enciclopedia sarebbe più che meritata; potresti avere un padre con la passione per le moto e così lo scooter potrebbe essere un giusto compromesso; potresti avere un padre che è appassionato di viaggi e che con la pensione voleva partire per lunghi viaggi, come aveva detto il mio, e allora sarebbe stato più che comprensibile; potresti avere un padre maniaco dei pc e così un nuovo netbook potrebbe quasi essere giustificato; potresti avere un padre che è pieno di file pesanti e necessita di un hard disk esterno, o potrebbe essere uno che sta sempre in giro e quindi ne necessita addirittura un altro portatile, e allora potresti giustificarlo; in tal caso potresti anche giustificare l’abbonamento per una chiavetta esterna; potresti avere un padre appassionato di foto e allora comprarsi una reflex con relativo obiettivo potrebbe essere un giusto sfizio; potresti avere un padre che… no mi dispiace per la macchina non riesco a trovare giustificazioni.
Ma comunque resta il fatto che difficilmente potresti avere un padre con tutte queste passioni, sarebbe troppo per chiunque. Ma se mio padre fosse un tipo con tutte queste passioni potrei accettarlo. Ma non è così. Mio padre non è mai stato appassionato di cucina, di moto, di pc, di fotografie o di macchine. Ma non solo non è appassionato, ma soprattutto non gli è mai piaciuto cucinare, non gli sono mai interessate le moto, non è capace ad istallare un programma sul pc, le fotografie gli sono sempre state talmente indifferenti che ha fatto viaggi senza portarsi la macchinetta digitale compatta che avevamo. E’ semplicemente un bambino capriccioso, che dopo averle comprate dimentica anche di averlo fatto e smette di utilizzarle, come per ogni oggetto che ho elencato: l’enciclopedia gliel’avrò vista aprire 5 volte, lo scooter dopo i primi mesi di euforia l’ha parcheggiato e mai più ripreso, fino a quando gliel’hanno rubato, l’hard disk non l’ha più visto dopo averci copiato quei 4 file, il camper l’ha utilizzato solo per 4 giorni, la reflex l’ha usata due volte, il netbook lo sta usando ma ha smesso di usare il suo notebook, la chiavetta per internet la utilizza solo quando va a trovare mia nonna a Palermo, l’hard disk esterno portatile credo non l’abbia mai utilizzato e attualmente la sua macchina la usa per fare circa tra i 10/15 km a settimana, a meno che non vada a roma e allora diventano 70/90 km a settimana.
Inoltre, oltre a tutte le inutilità che ho già menzionato, andrebbero aggiunti tutti gli inutili utensili o attrezzi da cucina che ha comprato nel corso degli ultimi anni (pentole e padelle in quantità, 3 scolapasta, una dozzina di scodelle per l’insalata, uno spremiagrumi, diverse oliere, diverse saliere, un set di 24 calici enormi per il vino, altri due set da 12 bicchieri per acqua e vino) o le altre inutilità come un massaggiatore per la testa, o due cucce per il cane (quando di cane ne abbiamo uno solo che tra l’altro odia le cucce). Più una serie di cose che sono riuscita a fargli evitare di comprare come l’iPhone o l’iPad 2.
E il bello che poi ha il coraggio di dirmi che non ha intenzione di pagarmi le tasse universitarie.
Alessandra versione Hulk
Concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio per cambiare quelle che posso e la saggezza per riconoscerne la differenza.
Devo tenere a mente questa frase quando mi relaziono con i miei genitori, ed evitare di incazzarmi come una bestia.
Non so perchè ma è così, tirano fuori il peggio di me. Divento irascibile, furibonda, chiassosa, irremovibile, testarda, cattiva, sorda davanti a quel che mi si dice e ogni giorno che passa, mi sento di voler appartenere sempre meno a questa famiglia.
A volte mi chiedo come posso essere figlia dei miei genitori. Se non fosse per l’indiscutibile somiglianza con i vari parenti, sarei già andata in giro a cercare i miei genitori naturali, e invece questi mi sono capitati e questi mi devo tenere. Si, è vero, questi mi sono capitati, ma di certo non sono costretta a tenermeli. E’ in un momento come questo che ho cominciato a scavare il mio tunnel per la fuga e ho continuato giorno dopo giorno. Ringrazierò il cielo quando tra me e loro ci saranno almeno 2000 km di distanza, quella si che sarà vita.






